[Convegno SPS Giugno 2009 - Il tirocinio nelle strutture sanitarie e di salute mentale] - Relazione 2 - Il Tirocinio nel Spdc.
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Abstract
In questa relazione proponiamo il resoconto di un caso affrontato nella nostra esperienza di tirocinio presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’ospedale Carlo Forlanini di Roma. Proveremo ad evidenziare la specificità di obiettivi e problemi metodologici relativi all’organizzazione di un intervento psicologico clinico - psicoterapeutico entro questo specifico contesto.
Nel corso del nostro tirocinio abbiamo maturato l’idea che l’organizzazione di una qualsiasi iniziativa psicoterapeutica che si proponga come utile entro il reparto, pone un problema: la conoscenza dei vincoli del contesto, vincoli strutturali e culturali.
Parleremo del caso di un ricovero al quale abbiamo partecipato nel tirocinio e che, nel nostro percorso di formazione, ha assunto la funzione di caso “critico”. Si è trattato di una situazione che, per le sue caratteristiche di potente sconferma del nostro sistema di attese, ha mobilitato un imprevisto insieme di discorsi, di interesse e di studio, nel nostro lavoro con gli psicologi tutor del tirocinio nell’SPDC così come nella formazione con i docenti e i colleghi della scuola.
Viene ricoverato un ragazzo di 18 anni, Lorenzo. Arriva in pronto soccorso, accompagnato dai familiari, per un episodio di confusione verificatosi sul luogo di lavoro, con allucinazioni uditive e mispercezioni. Lo psichiatra del SPDC, chiamato dal pronto soccorso per una consultazione, ha ritenuto utile il ricovero in reparto. Lorenzo ha appena compiuto diciotto anni, studia, lavora come attore, ha vissuto con i suoi genitori in Australia fino al 2001, quando è tornato in Italia con la madre e la sorella con le quali vive attualmente. I genitori sono separati. Queste le informazioni che leggiamo nella cartella clinica.
Nel corso del nostro tirocinio abbiamo maturato l’idea che l’organizzazione di una qualsiasi iniziativa psicoterapeutica che si proponga come utile entro il reparto, pone un problema: la conoscenza dei vincoli del contesto, vincoli strutturali e culturali.
Parleremo del caso di un ricovero al quale abbiamo partecipato nel tirocinio e che, nel nostro percorso di formazione, ha assunto la funzione di caso “critico”. Si è trattato di una situazione che, per le sue caratteristiche di potente sconferma del nostro sistema di attese, ha mobilitato un imprevisto insieme di discorsi, di interesse e di studio, nel nostro lavoro con gli psicologi tutor del tirocinio nell’SPDC così come nella formazione con i docenti e i colleghi della scuola.
Viene ricoverato un ragazzo di 18 anni, Lorenzo. Arriva in pronto soccorso, accompagnato dai familiari, per un episodio di confusione verificatosi sul luogo di lavoro, con allucinazioni uditive e mispercezioni. Lo psichiatra del SPDC, chiamato dal pronto soccorso per una consultazione, ha ritenuto utile il ricovero in reparto. Lorenzo ha appena compiuto diciotto anni, studia, lavora come attore, ha vissuto con i suoi genitori in Australia fino al 2001, quando è tornato in Italia con la madre e la sorella con le quali vive attualmente. I genitori sono separati. Queste le informazioni che leggiamo nella cartella clinica.
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Convegni
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Come citare
Bucci, F., Gibilisco, S., & Roselli, R. (2013). [Convegno SPS Giugno 2009 - Il tirocinio nelle strutture sanitarie e di salute mentale] - Relazione 2 - Il Tirocinio nel Spdc. Rivista Di Psicologia Clinica , 1. https://www.quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1152