La lingua (è) fascista

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Maddalena Carli

Abstract

Questo articolo ripercorre le riflessioni in presa diretta di Victor Klemperer, filologo tedesco di origine ebraica che tra il 1933 e il 1945 annotò sui suoi taccuini quanto andava sentendo e leggendo a Dresda, la città dove gli fu permesso di continuare a vivere, in una “Casa per gli ebrei”, in quanto sposato con una “ariana”. Nella sua analisi, l’autore evidenzia alcune delle caratteristiche della Lingua del Terzo Reich (LTI), nella convinzione che il modo di esprimersi sia in stretta connessione con il pensiero di un’epoca e che la sua influenza perduri oltre le istituzioni che lo creano. Il testo di Klemperer mi sembra un’occasione per interrogare il potere performativo del linguaggio e la sua capacità di resistenza nel tempo.

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Sezione

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Biografia autore

Maddalena Carli, Università di Teramo

Dipartimento di Scienze politiche, Professore associato

Come citare

Carli, M. (2020). La lingua (è) fascista. Quaderni Di Psicologia Clinica, 8(2), 51-58. https://doi.org/10.82037/qpc.2020.819

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